Chirurgia estetica, riflessioni e scoperte sconcertanti

Ieri, parlando con un’amica, ho rivalutato un’idea che avevo già avuto e respinto più volte: scrivere un articolo a proposito delle operazioni chirurgiche subìte. Anche se ne ho già parlato in precedenza su instagram, youtube e facebook e, in pratica, ogni volta che per qualche motivo metto in mostra la pancia scoppia una mega-polemica, ho pensato che magari certi discorsi non avessero raggiunto tutti gli utenti. Probabilmente sarebbe stato meglio parlarne sul blog, esprimermi chiaramente, raccontare la mia storia. Con questo proposito in mente, ho ritirato fuori un paio di vecchi h.d. (tanto vecchi che il mio computer non era molto propenso a lasciarmi vedere cosa contenessero) e sono andata a cercare le foto di ‘prima’, da accostare a quelle di adesso per sviscerare l’argomento in lungo e in largo.

Ed è così che ho fatto la mia prima scoperta (niente di trascendentale): mi sono abituata così tanto a sentirmi dire che ho ‘barato’, che non ho un certo tipo di fisico ma sono il risultato di operazioni chirurgiche ben riuscite (beh, c’è chi dice persino di peggio), da dimenticare completamente come fossi realmente prima e quali fossero le differenze. Scopriamolo insieme:

giorgia pancia prima curvy blog blogger plus size morbidalavita pancia-prima-addominoplastica-blogger-curvy-plus-size-chirurgia-giorgia-marino-grassa-peso-ingrassare-dimagrire-chirurgiche-chirurgica pancia-prima-addominoplastica-giorgia-marino-blogger-curvy-plus-size
pancia-prima-addominoplastica-ombelico-giorgia-marino-blog-blogger-curvy-plus-size-morbidalavita-pelle-autoaccettazione-autostimapancia-prima-addominoplastica-giorgia-marino-blogger-curvy-plus-size-blog-autostima-autoaccettazione-riflessioni-chirurgia

Il fatto è che, in realtà, la pancia non c’era neanche prima. Questa è la mia conformazione naturale. Lo è stata durante tutta la mia ‘ascesa’. Lo era quando pesavo 70, poi 80, 90, 100, 110 chili. Il problema è nato dopo, quando li ho persi, quando tutto si è svuotato e raggrinzito e mi è venuta fuori la pancia di un’ottantenne (con rispetto parlando). Ma, anche in quel caso, si trattava di una cosa visibile solo in certe condizioni, perché bastava sapersi vestire per fare sparire tutto. Una prova? La terza foto di questa serie che abbiamo appena visto. Lì avevo già perso circa 25 kg.

Adesso abbandoniamo questi dettagli, tutto sommato noiosi, e veniamo al nocciolo della questione. All’evoluzione del pensiero.
Ho aperto 50, 60 cartelle di foto… per rintracciare periodi in cui fossi visibilmente più grassa:

giorgia-piu-grassa-morbidalavita-curvy-blog-plus-size-blogger-story-storia-racconto-riflessioni-pensieri-autostima-autoaccettazione giorgia-marino-piu-grassa-morbidalavita-blog-blogger-plus-size-curvy-curve-ingrassare-dimagrire-storia-autostima-autoaccettazione-chirurgia-estetica

blog-blogger-curvy-plus-size-chirurgia-addominoplastica-riflessioni-grassa

blog-blogger-curvy-plus-size-grassa-piu-giorgia-marino-roma-2004-dieta-operazioni-chirurgiche-addominoplastica-liposuzione-autostima-discorsi
giorgia-morbidalavita-grassa-chirurgia-operazioni-liposuzione-addominoplastica-autostima-autoaccettazione-blog

O molto più magra, anche di quanto la mia memoria mi suggerisse:

blogger-curvy-plus-size-blog-morbidalavita-giorgia-marino-magra-chirurgia-operazioni-chirurgiche-addominoplastica-liposuzione-autostima-autoaccettazione giorgia-marino-blogger-curvy-blog-plus-size-magra-autoaccettazione-autostima giorgia-marino-piu-magra-blogger-curvy-plus-size-autostima-autoaccettazione-chirurgia-liposuzione-pancia-addominoplastica-storia giorgia-marino-piu-magra-curvy-blog-plus-size-blog-blogger-autoaccettazione-curve-autostima-daniele-silvestri giorgia-più-magra-morbidalavita-foto-curvy-plus-size-marino-blogger

A un certo punto ho perso di vista lo scopo della mia ricerca. A mo’ di automa aprivo questa, poi quella e quell’altra cartella e mi guardavo con sconcerto, perché mi sono resa conto di una cosa: io mi sono sempre vista e considerata un mostro. Anzi, usiamo il termine che mi viene in mente: CESSO. Io mi sono sempre vista e considerata un vero cesso. Non importa che in quel determinato periodo fossi più magra, più grassa, più bionda, meno bionda, più in versione hostess o in versione sportiva. Non vi inganni neanche il fatto che mi scattassi quel trilione di foto al mese: un po’ era bisogno di conferme, un po’ era esibizionismo… del resto mi sono sempre auto-descritta come una narcisista repressa, a causa del fatto che l’aspetto non fosse all’altezza delle (mie) aspettative (scusate il gioco di parole). Io mi sentivo sempre, sempre inadeguata. Sempre ‘meno’ qualcosa. Meno magra di quanto avrei dovuto, meno simpatica di quanto avrei dovuto, meno altruista di quanto avrei dovuto, meno paziente di quanto avrei dovuto. Guardavo tutte queste foto in cui così, a un primo sguardo, riconosco solo una ragazza carina (non dovrei dirlo? Lo penso). A volte più grassa, a volte meno, a volte più spontanea, a volte col broncio stupido ‘da foto’… ma, comunque, sempre una ragazza carina. Non certo un cesso. Non certo un essere inadeguato sotto tutti i punti di vista. Non un mostro.

Non ho potuto fare a meno di versare una lacrima (una, concedetemela) e provare rabbia e sconforto. Perché, una persona comune, dovrebbe passare 2/3 della propria vita odiandosi? Perché dovrebbe sentirsi sempre nel posto sbagliato, al momento sbagliato, indossando la ‘maschera’ sbagliata? Perché dovrebbe concentrarsi su problematiche inesistenti, invece di godersi la presenza di eventuali amici, le emozioni… insomma la vita?

Perché, anche quando ho toccato i picchi massimi di magrezza, non facevo che pensare a quanto fossi grassa, e brutta, e goffa?

Queste sono le domande che devo farmi, non cosa sia cambiato con un’addominoplastica o con una liposuzione.
Come disse una volta un amico di mia madre, la liposuzione avrei dovuto farla al cervello. Ecco.

Vi prego, non passate metà, tre quarti o addirittura l’intera vita pensando di essere sbagliate. Fidatevi di chi vi dice che siete belle, di chi vuole avervi vicino e vi ama. Cominciate a prendere in considerazione il fatto che, forse, la vostra visione di voi stesse sia distorta, viziata. Cominciate ad aprire la mente e sforzatevi di accettarvi o, almeno, di non pensarci: non è che tutta la vostra vita ruoti intorno al vostro aspetto, credetemi. Non è che non si possa semplicemente provare, per un breve periodo, a non curarsene. Uscite di casa e provate a sentirvi libere, slegate dal meccanismo atroce in cui siete rimaste intrappolate. Tiratevi fuori dalla ‘gara’, dalla competizione, dallo stress, e uscite per il puro gusto di vedere il mondo, non di farvi vedere dal mondo.

Provate. Fatevi coraggio. Forzatevi.

Un giorno potreste piangere guardando a com’eravate e pensando a quanto tempo abbiate sprecato e quanto dolore inutile vi siate inflitte.

AD:
Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)