Calo psicofisico: consigli pratici per schivare le botte.

Sei lì felice, serena, apparentemente imperturbabile, quando zac! Il malumore ti colpisce. Ti sentivi moderatamente attraente, relativamente appagata, piena di prospettive… e improvvisamente ti identifichi in tutti i personaggi sfigati dei film che hai visto (o libri che hai letto). Com’è possibile? Cos’è cambiato?

Può essere qualunque cosa (‘sindrome premestruale’ non è la risposta a tutto). Anche quando non crediamo di essere particolarmente narcisist/vanitosi un commento negativo sul nostro aspetto, magari proveniente da un perfetto estraneo, ci toglie già il 30% dell’entusiasmo. Così, di botto, senza motivo. Per non parlare di un’osservazione negativa sul nostro lavoro o sul carattere.

Se vi siete messe in testa che io, dati i numerosi predicozzi sull’autostima e sull’accettazione di sé, debba essere immune a tutto ciò, questo è il momento di cestinare quest’idea bizzarra. Io mi sento in grado di muovere le montagne, se serve, per sostenere una tesi; ciò non toglie che il mio umore sia altalenante, facili entusiasmi, improvvisi avvilimenti (Carmen Consoli, Novembre ’99).

Ma la gestione di questi avvilimenti, come quasi tutto nella vita, si impara con la pratica e facendo esperimenti. Non si possono eliminare, ma si possono un minimo controllare.

Alcuni fattori aiutano, per quanto a una prima analisi quanto sto per dire possa apparire un po’ cinico: la presenza di persone che ti ammirino/incitino, affiancata a quella di elementi che denigrano il tuo operato o la persona in toto, è già una bella mano; un ragazzo/marito che ti guarda con adorazione e non fa che dirti quanto tu sia bella, intelligente, capace… è una di quelle cose che purtroppo non sono in vendita ma, se lo fossero, non conoscerebbero crisi.

Tralasciando questa ovvietà (e supponendo di non avere questo gran c…), ci sono delle piccole riflessioni e delle attività che possono rappresentare una tattica per uscire dalla zona d’ombra:

 Riflessioni (e attività correlate) che ci aiutano a tenere sotto controllo il calo psicofisico:

  1. In una settimana, un giorno o addirittura un’ora non è possibile che tu sia passata dall’essere carina all’essere l’ultimo cesso della terra, né che tu sia improvvisamente diventata deficiente, quando poco tempo prima ti sentivi brillante; tutto questo accade solo nella tua testa, e il resto del mondo continua a vederti come un’ora, un giorno o una settimana prima (sia che ti vedesse bene, sia che ti vedesse male); dunque, prova a non guardarti/analizzarti e non scegliere l’isolamento, fai le stesse cose (se ti vengono proposte/se le avevi programmate) che avresti fatto se non fossi entrata nel tunnel dello sconforto.
  2. Quando una persona ti disapprova, prima di tutto prova a capire cosa pensi di quella persona (però la disapprovazione per ripicca non vale, sappilo), chi è, quanto ti conosce; se è una persona che non stimi affatto o che non conosci affatto, chiediti quanto valore possa mai avere la sua opinione (la risposta corretta è zero, se l’esercizio ‘non risulta’ ripetilo :P); se è una persona che stimi e/o che ti conosce bene, mi rendo conto, è più difficile reagire con così tanta strafottenza. Bene, non fa nulla, prendi nota della critica ma scorri mentalmente le facce di quelle persone che, di contro, pensano e dicono un gran bene di te. Se c’è qualcosa che puoi migliorare di te stessa, perché credi ne valga la pena (e non perché te l’ha detto pinco pallino e, quindi, dev’essere vero), ogni giorno è una buona occasione per provarci. Ma provarci è già un grande segno di apertura e una grande dimostrazione di intelligenza, quindi non pretendere di provarci e riuscirci nel giro di 2 ore, col risultato di sentirti la donna più frustrata della terra, ok?
  3. Sappi che tutta la gente intorno a te, anche quella che ti sembra avere tutte le qualità, si sente in calo (esattamente come te e con la stessa frequenza, se non addirittura peggio). Questo non serve ad applicare il principio ‘mal comune, mezzo gaudio’ che, insisto, è veramente un concetto meschino, ma a comprendere che non sei fatta male o, se lo sei, è fatta male l’intera popolazione mondiale. Prova, piuttosto, a confrontarti con la tua amica ‘top’ (ti prego di scegliere l’amica ‘top’ sincera e onesta, non l’amica ‘top’ che vuole a tutti i costi farti credere di non avere mai avuto un problema o un momento di sconforto nella sua vita. Quelle donne lì, sono come quelle che dicono di non essersi mai masturbate: bugiarde), parlate, ironizzate, raccontate aneddoti, proponete soluzioni: vedrai che alla fine della conversazione ti sentirai già meglio.
  4. Chiediti cosa ti serva davvero, nella vita, per essere felice: ti serve l’approvazione e l’ammirazione dell’intero pianeta? Se hai risposto di sì, ti consiglio di contattare uno psichiatra e stare lontana da: armi, mezzi di comunicazione, eserciti, campi di concentramento (grazie!); se hai risposto di no, veniamo al seguito: no, giusto! Non ti serve! Ti serve l’amore (e non necessariamente significa avere sempre approvazione incondizionata, anzi) di quel numero variabile di persone che compongono il tuo nucleo familiare, la tua cerchia di amici, il tuo team lavorativo. Poi ti servono la salute, qualche soldino per campare e concederti i tuoi sfizi (ma, visti i tempi che corrono, ti consiglio di accontentarti della prima parte) e un tetto sopra la testa. Tutto il resto è variabile, è contorno. Puoi raggiungere la vetta oppure no, puoi diventare ricca oppure no, puoi trovare l’amore della tua vita (te lo auguro) oppure no, puoi prendere dodici lauree oppure no ma, finché hai quella base, sei a cavallo


Non ho scoperto l’acqua calda, lo so, eppure ho la sensazione che questi piccolissimi promemoria servano. Attacchiamoli al frigo, scriviamoli da qualche parte (no, niente tatuaggi, capisco che molte di voi, come me, abbiano carne in abbondanza… ma non mi pare il caso di scriverci sopra un poema :D), fissiamocele in queste testoline pazze che si entusiasmano e avviliscono di continuo. Vedrete che, dai oggi e dai domani, qualche progresso ci sarà.

Finito il predicozzo del giorno, ecco il mio momento narcisistico U.U
Outfit floreale e vacanziero da Salina. Le foto sono sfocate, lo so, ma queste c’ho. Meglio di una sputazzata controvento U.U

 

Calo psicofisico: consigli pratici (outfit: abito forever21+) danno

Abito: Forever21+ | Coprispalle: Fiorella Rubino | Sandali: Colors of California

AD:
Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)