Cinquanta sfumature di banalità

Probabilmente mi mangerete viva per questa recensione (che, come sempre, non vuole avere alcunché di accademico), ma penso che rimarrò l’unica a stroncare l’intera trilogia di E.L. James.

Le sue Cinquanta Sfumature di Grigio/Nero/Rosso spopolano tra le lettrici di tutto il mondo, e grazie ad una collega entusiasta (“Bello, bello, bello!”) ho acquistato copia dei tre libri per il mio Kindle, su Amazon, in inglese. (Piccolo inciso: se avete le competenze linguistiche per farlo, leggete in lingua originale. Oltre a tenere allenate le vostre capacità, accrescerete il vocabolario ed eviterete delle traduzioni che, a volte, sono fatte davvero coi piedi.)

Sono cresciuta con le mie zie che leggono Collezione Harmony, e quando finivo i miei libri, in estate, non mi restava che ripiegare su quelli.  Cinquanta Sfumature di… non è che Collezione Harmony elevato a potenza.
 

In breve: riccone giovane, di successo e strafigo con infanzia travagliata e gusti sessuali particolari si innamora al limite dell’ossessione di universitaria altrettanto strafiga. Si lasciano, si pigliano, si sposano, c’è un soggetto invidioso che ci prova con lei e poi si vendica malamente (unico elemento interessante in tutta la vicenda), ma nulla di più.

La caratteristica che ha portato a sensazionalizzare questo libro sono proprio le inclinazioni sessuali del protagonista, Christian Grey (il cui cognome è scelto ad arte per il titolo inglese, Fifty Shades of Grey): al nostro piace farlo strano. Bondage, fruste, punizioni per lui sono all’ordine del giorno e questo, a dire il vero, indica solo una parte degli attrezzi che si possono trovare nel suo antro del piacere. E’ un dominatore, e inizialmente in Anastasia Steele cerca una sottomessa che gli obbedisca ciecamente, ma… se volete sapere il seguito, comprate i libri, non andrò oltre in questa sede.

Gli appunti che mi sento di fare riguardano la banalità delle scelte dell’autrice. Christian e Anastasia sono entrambi bellissimi secondo canoni della moda. Conosciamo con dovizia di particolari l’aspetto di Christian, ma com’è fatta lei si scopre solo alla fine del terzo libro in un capitolo extra: l’io narrante è il suo e non descrive mai se stessa. Altrettanto tradizionale è la distribuzione del potere economico nella coppia: lui è una specie di Creso nonostante abbia solo 27 anni, lei non può permettersi di comprare un computer. Sesso a parte (che ovviamente, asso di briscola della banalità, tra i due è sempre FANTASTICO) quante donne possono davvero identificarsi in una situazione simile? Nella letteratura rosa sembra che nessun uomo possa innamorarsi di una donna un po’ in carne e che nessuna donna possa impazzire per uno che sia men che ricco. I due ovviamente non parlano: fanno sesso, litigano, fanno pace facendo sesso. La trama “manovale a cui piace donna rotondetta e cerca di conquistarla regalandole dei fiori” sembra non funzionare, ma come si fa a dirlo? Nessuno sembra volerla mettere nero su bianco…

Mi rendo conto che lo scopo di questi libri sia l’evasione del lettore dalla realtà, ma mi sembra che in questo caso sia davvero eccessiva: come tutto quello che ci viene offerto sul mercato mainstream, è preconfezionato e rasenta l’ovvietà quanto l’irrealtà, cercando di tagliar fuori tutto quel che è diverso perché potrebbe turbare il racconto.
 

Personalmente, come avrete capito, boccio questi libri, ma mi piacerebbe avere la vostra opinione. On line, inoltre, è partito il tam tam su chi dovrebbe interpretare Christian Grey al cinema. Voi chi vorreste? Io tifo per Ian Somerhalder 😛

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)

  • Il segreto del libro non è mai nella trama. Tutte le storie sono state già raccontate e parlare di un “manovale a cui piace donna rotondetta e cerca di conquistarla regalandole dei fiori” potrebbe essere tanto banale quanto questo libro. La vera ricchezza di un libro è la personalità nello scrivere e nella scelta di linguaggio.

  • Non ho letto i libri ma per quel che leggo nelle varie recensioni (hai letto quella di Selvaggia Lucarelli? Io mi sono contorta dalle risate. E pensare che la sopporto pochissimo) sono un tripudio di banalità e stereotipi, tanto basta a farmi passare qualsiasi voglia.

    • monica

      Selvaggia Lucarelli… Che dire… Ho detto tutto nel commento, è pura gelosia…

  • Francesca

    Diciamo che trama e il binomio stile-linguaggio se la giocano al 50%. Avendo letto il libro in lingua originale, lingua che, ti garantisco, parlo molto bene, non mi pare che si tratti della reincarnazione di Oscar Wilde al femminile. Tenendo presente che l’inglese non è una lingua romanza ed è infinitamente meno ricca, la signora James comunque non brilla, ecco.

  • secondo me questo libro è solo una grande e ben riuscita operazione di marketing…

  • monica

    Premessa: il genere che leggo è Thriller, Giallo, Noir, Horror.
    Detto questo, mi sorprende sempre più leggere commenti negativi su questi tre libri. Da brava lettrice mi sono incuriosita e li ho letti tutti e tre… Ma… sembra che ormai tutti ci abbiano provato gusto nel criticare un passatempo leggero che (finalmente) ha portato tante persone ad avvicinarsi alla lettura… Ma ben venga!!!!! Si, perchè questi testi sono simpatici, piacevoli da leggere e sono un diversivo ironico alla vita di tutti i giorni. Io mi domando e dico: ma la gelosia, vi rode così tanto? Perchè non ammettete che questa autrice, con la semplicità, l’audacia, la storia d’amore e (perchè no?) anche un pò di banalità, sia riuscita ad arrivare ad avere un successo strepitoso lì dove invece, voi mediocri la sapete solo criticare? BASTA! Lasciate che le persone leggano, anche queste leggerezze, purchè leggano!! E poi non è scritto male. Le scelte formali (quella ad esempio della protagonista che non parla mai di se), sono scelte dell’autrice… Ma perchè le criticate?? Ammettetelo, dunque, è pura e semplice gelosia. Si, è vero, si è arricchita con poco, ma è stata furbissima!! E almeno ha fatto sorridere milioni di donne!!!! Leggetelo, se non altro per divagarvi un pò da questa vita che è troppo di merda…

    • Giorgia Marino

      Ciao, Monica 🙂
      Intanto grazie della visita.

      Pur non avendo scritto io la rencensione e non avendo neanche letto il libro, mi sento di dire che fondamentalmente non comprendo il tuo, di atteggiamento.
      Per me, le opinioni e le critiche risultano sempre utili, che siano positive o negative cambia poco, sta a me fidarmi o meno di chi le esprime e cercare di non prendere mai per verità assoluta il pensiero di altri. E fin qui…

      Ma, all’atto pratico, il tuo messaggio non rappresenta un’alternativa alla critica di Francesca; non è una contro-recensione entusiastica, frutto di un punto di vista diametralmente opposto, buttata lì per aiutare chi legge a capire (se mai fosse necessario) che il gusto è una cosa soggettiva.
      No, è invece una critica-alla-critica. Ecco, io credo che non ci sia niente di assoluto nei concetti espressi su questo blog o su altri, e che non sia MAI sbagliato prendersi la briga di dichiarare apertamente come la si pensi riguardo qualcuno o qualcosa. Mentre trovo molto meno utile e interessante spendere del tempo andando a richiamare chi lo fa.

      Scrivi una tua recensione positiva, dato che la pensi così, e se è scritta bene te la pubblico con grande piacere 🙂