Ciò che non vedete quando guardate la ragazza grassa in costume

Questo articolo è solo una traduzione di un articolo pubblicato sul blog Scary Mommy, dal titolo What You Don’t See When You Look at the Fat Girl in a Bathing Suit. Mi è così tanto piaciuto, che ho pensato di condividerlo. Solo che, purtroppo, molti dei miei lettori non parlano inglese, e mi hanno chiesto un riassunto in italiano. Riassumere questo articolo sarebbe stato, tuttavia, un sacrilegio… quindi ho deciso di tradurlo tutto. Purtroppo, non sono bravissima. Spero comunque di essere riuscita a rendere *quasi* tutto. Buona lettura!


 

In piedi in cucina, le mie cosce sfregano l’una contro l’altra sotto la gonna mentre stendo lentamente il mio panetto per la pizza già pronto. È arrivato in una confezione di plastica, questo panetto, da uno di quei servizi ‘cucina a casa’… il tipo che provi perché hai un coupon per una settimana e poi continui a pagare per diverse settimane, anche oltre, perché hai dimenticato di annullare la sottoscrizione (cosa che faresti perché costa decisamente troppo).

I pasti che ho ordinato usando questo servizio erano pubblicizzati sia come salutari che come vegetariani; termini che, in caso non lo sapeste, non sono sinonimi. Lo so perché sono principalmente la seconda cosa (vegetariana) e aspiro a diventare anche la prima (salutista), ma è un progetto molto ambizioso.

Voglio essere in salute. Provo ad essere in salute. Non mangio carne, ma mangio un sacco di formaggio e cavoletti di bruxelles. E spinaci. Leggo gli ingredienti sull’etichetta. Riposo il pane sullo scaffale quando la prima parola che leggo è ‘arricchito’.

Bevo un frullato verde ogni mattina. Frulla, Frulla. Insisto col dito sul tasto del frullatore, aggiungendo la chia (salvia ispanica, ndr) e i semi di lino. Mi piace il sapore, mi piace la consistenza. Il verde. Immagino gli antiossidanti scorrermi nelle vene. Hop hop gadget, vitamina E.

Ovviamente mangio anche dolci. Lo sanno tutti, che non c’è carne nei dolci. E io stravedo davvero per i dolci.

Se siete quel genere di persona, forse potete giudicare quanto mi piacciano i dolci dal modo in cui le mie cosce sfreghino l’una contro l’altra. Potete giudicare quanto mi piaccia il brie da come ondeggi la pelle delle mie braccia, quella parte che continua a ondeggiare anche un bel po’ dopo aver fatto ciao con la mano. Potete giudicare ogni parte di me, se vi piace fare questo genere di cose.

Se è ciò che amate fare, non sarò io a giudicarvi.

Ma che mi dite degli spinaci? E del frullato? Riuscite a intuire il mio amore per i semi di lino dalla spiovente solidità della mia schiena? Avete notato quant’è bianca la sclera nei miei occhi e quanto sono corposi i miei capelli, nella treccia che mi scende sulla schiena… un cioccone del diametro di un dollaro a moneta? Riuscite a vedere quanto siano solide le mie ossa? Le rosate, sane, mezzelune sulle mie unghie?

Non è per l’aspetto. Sono preoccupato per la tua salute.

Ma… davvero pensate di poter giudicare quanto sia in salute una donna da quanto sia ampia la curva del suo fianco? Essere una taglia 12, 14, 16 (48, 50, 52 IT) significa davvero che i miei giorni sono contati? È solo questa la risposta che conta? Coloro che vogliono giudicare sembrano essere più propensi a dedurre il mio stato di salute dal numeretto cucito dentro il mio costume da bagno, che dai numeri sui documenti che provengono dallo studio del mio medico – loro credono che la misura della salute di una donna sia la misura delle sue cosce. Dimenticate la scienza. Dimenticate i numeri. Fottiti, dottore. È il canone di bellezza moderno, la cosa di cui preoccuparsi. Quello sì, che mi dice tutto quello che c’è da sapere su una donna.

Se vi piace fare così, se siete il tipo che giudica basandosi solo su quello che vede, decisamente non siete il mio tipo.

Sono preoccupato per la tua salute. Non è per come appari. Oh, ma invece è assolutamente per come appaio. Per come appaio ai TUOI occhi.
Indossando un vestito, mentre canto al karaoke. In un paio di pantaloni comodi, mentre ordino spaghetti. Nel mio costume dal bagno, il mio bellissimo costume da bagno, sull’oceano.

Una ragazza grassa in costume

Quando guardate, ecco cosa non vedete:

Sono forte. Posso insegnare a una bambina di 8 anni come andare in bicicletta in un sabato pomeriggio, e portare 6 buste della spesa in un solo viaggio dall’auto.

Il mio cervello è alimentato dai semi di lino e, a volte, croissant al cioccolato –  scrive saggi sull’amore, sul sesso, sulla pelle e sulla gentilezza e sui vestiti e sui teenagers e sulle dipendenze e sulla more e sulla gratitudine.

A volte le mie cosce sfregano mentre impasto la pizza.
A volte  sono l’unica persona in casa abbastanza forte da aprire un barattolo di cetriolini sottaceto.

Una volta ho trasportato un letto per due rampe di scale, tutto da sola.
Non puoi vedere queste cose, queste cose intangibili, in quel ciccioso accumulo di carne sopra le mie ginocchia.
Quindi non hanno importanza.

Ecco cosa ha importanza:

Una ragazza in spiaggia ha sussurrato, mentre passavo, ‘mi piace il costume di quella ragazza grassa’

Mi sono allontanata finché il rumore delle onde non ha soffocato la voce di quella ragazza.

Poi ho nuotato in direzione contraria, sono tornata indietro.

Io sono la ragazza grassa col costume verde. È verde smeraldo, in realtà, e contrasta molto con la mia pelle di porcellana. Verde come la pinna di una sirena.  All this flesh, my glorious oyster. (scusate, questo non sapevo tradurlo)

“Questo costume lo fanno solo per ragazze grasse”, ho detto pacatamente alla ragazza, intanto che riguadagnavo la mia posizione sulla sabbia. È diventata tutta rossa, ma le ho sorriso gentilmente lo stesso. Magari non immaginava potessi sentirla. Magari non lo ha detto con disprezzo.

Ho sorriso a quella ragazza.

A volte l’attenzione con cui mi esprimo, il mio senso dello stile, la mia forza e il mio carattere sono decisamente più ‘forti’ dei miei fianchi.

Se solo qualcuno fosse interessato a giudicare questo genere di cose.

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)