Cose che dobbiamo imparare prima possibile

Ci sono delle cose che ho imparato, per fortuna o purtroppo. Cose che credo ogni donna dovrebbe imparare, prima o poi. Perché, che si tratti di cose incoraggianti o di verità spiacevoli ma ineluttabili, sono consapevolezze che ci aiutano a vivere osservando le cose sotto una luce diversa. O, almeno, questo credo io. Nonostante gli argomenti (o quantomeno il loro impatto sulle nostre vite) siano tutt’altro che leggeri, ho deciso di affrontare questa lista con leggerenza perché – ammettiamolo – siamo già abbastanza votate alla tragedia senza bisogno di ulteriori carichi.

 – La sfida più grande è raggiungere l’equilibrio

Non si può essere sempre convinti di essere i migliori, ma non si può neanche pensare di vendersi descrivendosi come delle ciofeche. Mi spiego: se uno chef cercasse di convincervi a comprare e mangiare un panino dicendo “non è niente di che, eh, non sono molto bravo… e sicuramente esistono materie prime di maggiore qualità… e le condizioni di igiene in cui lavoro lasciano un po’ a desiderare… e gli ingredienti non sono freschissimi… e non è che la gente rimanga sempre soddisfatta… però io ci provo“, portereste mai quel cibo alla bocca, salvo soffriate di una tendenza al masochismo? E non lo so, eh. Eppure mi capita ogni giorno di relazionarmi con donne che, già da quello che scrivono, non posso fare a meno di immaginare spompate, tristi, spente, sfiduciate.
Ci si imbatte spesso anche nell’estremo opposto: ‘magnate questo, mejo de questo nun ce sta gnente, senti com’è bbbono, è bbono no? E dillo, che è bbono! Senti che è! Allora? Ho ragione o no?‘. …fugaaaaaa!
Il raggiungimento di un equilibrio, in qualsiasi ambito, è sempre la cosa più difficile. Sempre. Soprattutto se siamo munite di spirito critico, sentiremo sempre il peso della nostra scelta stilistica. Quando cercheremo di promuoverci, avremo il dubbio di strafare e di risultare ridicoli; quando eviteremo di metterci in mostra perderemo, a volte, delle occasioni. Non c’è una ricetta e non si finisce mai di imparare, ma il bello è anche questo.

– La bellezza non è un antidoto al male

Io non sono – decisamente – Miss Italia. Eppure mi capita ogni giorno di sentirmi dire ‘ma tu che ne sai… come fai a parlare di insicurezza, tu che sei così bella?‘.  Al di là del fatto che la bellezza sia evidentemente soggettiva e, quindi, se per qualcuno sono così bella capita che per altri io sia un cesso a pedali, tralasciando tutta questa questione sulla quale si potrebbe anche dibattere per ore, la sicurezza e l’avvenenza fisica non sono direttamente proporzionali. Neanche quando il 99,9% delle persone che incontri ti considera terribilmente attraente sei schermata: l’autocritica è spesso feroce, certe situazioni vissute durante l’adolescenza ti possono aver segnato e, in ogni caso, niente ti protegge da delusioni (non solo sentimentali) ed eventi negativi in generale. Credetemi, non cambia niente. Ho conosciuto tante ragazze canonicamente attraenti e che vivevano stati di insicurezza e depressione talmente totalizzanti da risultare quasi impossibili da affrontare, e mi si è spezzato il cuore nel constatare che, non bastasse quello che dovevano affrontare, l’atteggiamento di molte delle persone che gli stavano intorno fosse quasi di indignazione. Tu? Tu hai problemi? Tu che sei così bella? Ne seguivano ulteriore avvilimento e solitudine. La bellezza è solo bellezza: non ti evita drammi; non ti impedisce di essere tradita dal fidanzato, maltrattata dalla tua migliore amica, scartata ad un colloquio di lavoro… o di sentirti l’essere meno interessante sulla terra. Penso che nessuno dovrebbe mai fare l’errore di pensare che la vita degli altri sia più facile della propria, e a tal proposito…

– Non si giudicano le vite degli altri

Ognuna di noi ha già una propria vita da affrontare, trovo assolutamente inopportuno pensare di ergersi a giudici della vita altrui. Quello che vediamo dall’esterno non è che un granello di sabbia, e pensare di valutare l’intero litorale (come sono poetica) da quello è sconcertante. So che è difficile, so che è una pratica diffusa e che a molti – anche a me – capita di farlo, magari con leggerezza, ogni tanto. Ma non è il caso. Potrebbe, tra l’altro, capitarci di scoprire qualcosa che non sapevamo, e pentirci amaramente di essere stati così leggeri nelle valutazioni.

Non è ‘tutto inutile’

No, non lo è. La vita sentimentale è piena di ostacoli, quella lavorativa peggio ancora, ma ogni sforzo è, in effetti, utile; ogni volta che ci nascondiamo dietro un ‘tanto è inutile’ o un ‘non ce la farò mai’ non facciamo altro che allontanarci da un progresso o da una soddisfazione. Perché auto-sabotarsi?

– La più grande paura… è intercambiabile.

E se la cosa che temiamo di più dovesse realizzarsi? Se l’uomo della nostra vita ci lasciasse, se ci trovassimo un serpente nel letto, se perdessimo il lavoro? Di qualunque cosa si tratti, la nostra più grande paura non è la più grande in assoluto ma la più grande… fino a nuovo ordine. Per carità, non sto augurando a nessuno di vedersi materializzare di fronte il proprio peggior incubo ma, se mai dovesse succedere, scopriremmo che la vita prosegue. E che ogni dolore può essere vissuto, affrontato, superato e, amara ironia, sostituito dallo spauracchio del successivo. Inutile pensarci troppo (oltretutto c’è chi sostiene che pensare sempre a un evento spiacevole, alla lunga, lo invochi… io non sono superstiziosa, ma una cosa la trovo realistica: a essere negativi, si rischia di peggiorare le cose… questo sì)!

– A volte basta pochissimo

Umore nero, cattive notizie, mancanza di energie: a volte si entra in un loop negativo e non si riesce a vedere la luce fuori dal tunnel. Eppure, col tempo, ho capito che basta davvero poco per interrompere i circoli viziosi. A volte, dopo ore passate a cercare inutilmente di essere produttiva, evitando qualunque distrazione e non riuscendo lo stesso, nonostante gli sforzi, a venirne a capo (non vi dico l’umore) mi è capitato di decidere arbitrariamente di rinunciare momentaneamente, e concedermi il lusso di una telefonata a un’amica importante o di una lettura o, per dirne un’altra a caso, di una passeggiata. Mi sono detta che, nonostante le mille pressioni e scadenze, raggiungere i livelli massimi di frustrazione non sarebbe stato utile a nessuno. E la cosa sorprendente è che, seppure uscire dal seminato procuri qualche senso di colpa, ritrovare un po’ di buonumore ed energia funziona. Quindi, quando sembra tutto nero, uscire dal loop trasgredendo è una validissima alternativa.
Oggi mi sono venute in mente queste, ma penso che le cose che andrebbero imparate e condivise siano così tante che per assimilarle tutte non basterebbero dieci vite!

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)