Fiducia, questa sconosciuta. Facciamo un gioco?

Siamo così abituati ai tranelli, alla fregatura, alle delusioni e alle bugie da non riuscire più, quasi in nessun caso, a riporre fiducia negli altri esseri umani.

Se stai storcendo il naso sono felice, forse la situazione è meno grave di quanto non creda ma, prima di pensare che non ti riguardi, leggi gli esempi e cerca di capire se nella tua vita di tutti i giorni la consideri, effettivamente, un’affermazione così forte e così poco fondata:

  1. Sei bellissima
    Partiamo dalle basi; questo è un argomento che tratto ogni giorno, per cui mi pare sensato cominciare da qui: qual è la prima cosa che pensi quando qualcuno te lo dice? Pensi qualcosa come ‘seppure io mi riconosca dei difetti, la bellezza è negli occhi di chi guarda e questa persona mi vede bella?’ o ‘cose che si dicono. Due parole buttate lì, tanto mica si pagano’? Sii onesta con te stessa, tanto non verrò certo a verificare di persona.
  1. Dimmi la verità, dai, sai che di me ti puoi fidare.
    Di fronte a questa esortazione che fai? Dici la verità o cerchi di cavartela con una mezza verità, condita qui e lì da omissioni, per dare l’impressione di avere ceduto ma mantenere il controllo sulla fuga di notizie?
  1. Non ti tradirei mai
    Che la dica un’amica o il fidanzato, secondo me, non fa differenza: ti è mai bastato sentire pronunciare questa frase? Ti ha mai tranquillizzata?
  1. Se lo sapessi, te lo direi
    Quante volte hai sentito questa frase e il tuo cervello ha recepito solo non disponi delle autorizzazioni necessarie per accedere a queste informazioni? Quante volte hai pensato, seppure il tuo interlocutore dicesse di non disporre di un’informazione, che in realtà quell’informazione sarebbe nel giro di poche ore arrivata alle orecchie di qualcuno, semplicemente non le tue?
  1. Stiamo lavorando per voi
    Ah! Mai vi fu frase più sfigata, mi chiedo perché continuino ad usarla; non sorge spontanea anche a te, ogni volta che la senti, una risposta come ‘per me no di certo’? Eh già.

Potrei andare avanti con gli esempi, peraltro di una banalità quasi imbarazzante, per ore ma non aggiungerei nulla al discorso. Hai annuito di fronte ad almeno due o tre punti, se non hai proprio esclamato ‘EH!!’ ad ogni riga. Questo perché, sappilo, il problema non è tuo. Il problema riguarda anche me, riguarda tutti, e non si può neanche dire che diffidenti ci si nasca: a volte sì, lo si è in origine; altre volte, però, lo si diventa a furia di assistere a quelli che ci appaiono come atti meschini, ignobili. E magari, ad agire così, erano persone che consideravamo insospettabili. E allora abbiamo deciso che gli insospettabili non esistono: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio; il proverbio dice così e noi, che non siamo fesse, seguiamo ciecamente il consiglio.

Tutto comprensibile. Ma questa nostra difesa costante può risultare facilmente in una delusione per il nostro vicino più prossimo, se non sconfinare in un attacco vero e proprio ai suoi danni. E se, per non rischiare di rimanere feriti, finiamo col ferire il prossimo, quand’è che questo circolo vizioso si spezza?

Adesso starai pensando che questo articolo sia inutile, non dica niente di nuovo, e ponga delle domande che non troverebbero risposta neanche tra un milione di anni. Beh, un po’ è vero, lo ammetto.
Ma non vengo a mani vuote, sono qui con una proposta; anch’essa piuttosto semplice, banale ma, se non altro, concreta: proviamo il gioco della fiducia fino a prova contraria.

Che significa?

Significa che, tendenzialmente, sei portata a provare sfiducia fino a prova contraria, ovvero fino a dimostrazione di sincerità/lealtà. Ma, guarda caso, queste dimostrazioni – anche quando arrivano – non bastano mai. Conquistare lo status di soggetto di cui ci si possa fidare, per te come per quasi chiunque altro, è praticamente impossibile.
Io ti propongo, a costo di sembrare imbecille, di fare l’esatto opposto: parti dal presupposto che ogni persona sia pura, genuina e corretta oltre ogni limite. Assegnale un punteggio di partenza, che so, 100/100.
E detrai punti solo nel caso in cui faccia, concretamente, qualcosa per deluderti o ferirti. Non mi interessa sapere con che rapidità la priverai dei suoi punti, se gliene toglierai 60 tutti insieme o 1 ogni volta che ti urta per sbaglio col gomito (scherzo!), quello è troppo soggettivo e in realtà, ai fini dell’esperimento, è anche piuttosto irrilevante. Fai come vuoi, purché tu agisca così, all’inverso.

A che serve?

Di sicuro non servirà, ed è bene metterlo in chiaro subito, ad evitare delusioni (o anche dolore. E pianti). Levatelo dalla testa. Tuttavia, il primo metodo rende davvero di difficile individuazione le eccezioni alla regola… e, credimi, ne esistono. Molte più di quante ne ipotizzi. Se è vero, ed è vero, che alzare barricate limita la possibilità di subìre dei danni, è anche vero che dietro quelle barricate si fa vita solitaria, e si finisce col rinunciare a tutto; d’altro canto, se ragionare al contrario non ci difende da bastonate improvvise, le conseguenze positive sono due, e sono entrambe piuttosto importanti: la prima è che, con un po’ di fortuna, riusciremo a trovare (o addirittura circondarci di) persone che ci arricchiscano e rendano la vita migliore di quanto ci apparisse precedentemente; la seconda è che non feriremo nessuno con la scusa della difesa personale, dunque smetteremo di contribuire a rendere il mondo un covo di cani feriti e rabbiosi.

Se hai letto fin qui e, tutto sommato, non ti sembro completamente fuori di testa, oggi è un buon giorno per iniziare, o almeno provare, a seguire il consiglio.

Come sempre ti auguro il meglio.

AD:
Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)