I complimenti, i contrattempi, le emozioni, le regole… i pavoni.

Ci sono processi evolutivi che non potresti mai spiegare. Mai, neanche se avessi tutto il tempo del mondo per farlo… dovresti avere tempo almeno tanto quanto ne hai già vissuto, e raccontare minuto per minuto, in tempo reale. Ma la memoria non ti assisterebbe, e comunque sarebbe inutile: una volta finito di raccontare tutto, semplicemente per averlo fatto, qualcosa sarebbe già cambiato…
Si, lo so, sto parlando aramaico. La smetto subito.
Oggi voglio parlare di cose molto astratte (oppure no) apparentemente non legate tra loro, e dico apparentemente perché non esistono affatto, in realtà, due cose non legate tra loro. In nessun caso.

Il complimento

Esiste il complimento per convenzione, quello che si deve fare perché sta bene, ed esiste il complimento per convinzione. Il secondo è quello di cui mai potresti dubitare, perché le parole scivolano come olio e ti ‘macchiano’, e lo sguardo che le accompagna è così trasparente da non lasciare spazio a fraintendimenti di sorta. Esiste, poi, un complimento più subdolo (ma molto, molto più eloquente), che di solito non è supportato dalle parole giuste, perché non ne ha bisogno. Anzi, spesso non è affatto accompagnato da parole. Può essere un luccichìo di un attimo negli occhi di qualcuno o un mezzo sorriso che non ti aveva mai rivolto. Un tic impercettibile o una breve vibrazione. Sto facendo del mio meglio, ma è veramente difficile trasformare una cosa così impalpabile in un numero imprecisato di parole… trasformare una cosa così caotica in un costrutto verbale con una forma precisa. Dunque, se la sensazione vi ha raggiunti, ne gioisco… altrimenti, purtroppo, siete costretti a passare oltre e non pensarci più, perché ho esaurito le parole.

Il contrattempo

Non è un copertone forato o un aereo in ritardo. Il contrattempo vero, quello che ti stravolge tutti i piani, è quello che fa fermare il tempo per un numero variabile di ore, senza un vero motivo. Quello che ti cambia nel giro di una notte. E, al risveglio, non sai più chi eri prima. Il contrattempo è un suono che non hai mai sentito, una frase che non avevi mai pronunciato ad alta voce. Qualunque cosa ti faccia rimettere in discussione l’intero universo: ecco, è quello.

L’emozione

Certe emozioni sono come una coltellata; solo che, subito dopo il dolore, invece di sanguinare godi. Psicologicamente e fisicamente. Quindi le odi e le ami allo stesso tempo e, come quelle puzze strane che ti costringono a inspirare per ‘analizzarle’, ti creano un po’ di assuefazione.

La regola

La regola è fatta per farti venire la gastrite. Oppure per costringerti a un’enorme presa di coscienza e farti fare un bel passo avanti nel momento in cui realizzi l’unica regola della tua vita, e cioè che detesti le regole. Soprattutto perché, a differenza di tanti altri, non sei in grado di infrangerle per il puro gusto di farlo. Gastrite.

Il pavone

Cercando di rimanere nell’anonimato e confondersi tra la folla, il pavone sfrutta ogni occasione per fare la ruota di fronte alla sua bella. La bella non accusa il colpo, ma il pavone è talmente sicuro delle sue doti da non accorgersene neanche, e continua a pavoneggiarsi finché non arriva a sfiorare il ridicolo. L’ora tarda, il sonno e la mancanza di attenzione degli spettatori lo salvano in calcio d’angolo da qualche minuto di profondo imbarazzo.

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)