La Bellezza della Mitologia

Καλεπα τά καλα

La bellezza è difficile, dicevano gli antichi Greci. E’ difficile giungervi, è difficile gestirla ed avervi a che fare. Lo sappiamo benissimo noi, che divergiamo dai canoni tradizionali e cerchiamo di affermare che, appunto, la bellezza è ciò che sei, non ciò che hai o quanto pesi. Anche la protagonista del libro che vi presento oggi ha un problema ad essa legato: è la sua maledizione, e la tiene lontana dalla persona che ama.

Il secondo capitolo della saga Starcrossed, Dreamless, di Josephine Angelini, non delude i fan della giovane scrittrice americana e rivisita in maniera originale una parte della mitologia, senza insultarla, degradarla o ridicolizzarla. Per me, che sono morbosamente appassionata di mitologia greca, romana e nordica sin da quand’ero bambina e tendo ad essere ipercritica verso qualunque opera le riguardi, il primo libro di Josie (così si firma su Facebook, dove risponde personalmente a tutti) è stato una fantastica rivelazione e il secondo una bella conferma.

L’idea di riprendere le rivalità della Guerra di Troia e portarle ai giorni nostri è geniale, e la tensione causata dall’amore impossibile tra i due protagonisti è stemperata dall’ironia dell’autrice.  

Ogni personaggio è una tessera del mosaico mitologico sfruttato da Angelini, e i due liceali protagonisti, Helen e Lucas, rappresentano Elena e Paride, il cui amore clandestino è considerato la causa del conflitto.

Helen è la portatrice del Cinto di Afrodite, il leggendario accessorio che rendeva la dea invulnerabile ed irresistibile per chiunque, mortale o immortale, ma ha un’eredità ancor più pesante: è identica alla regina di Sparta anche fisicamente, e quello che Christopher Marlowe ha definito “il volto che varò mille navi”, le porta infelicità. Esserne la discendente non le consente di realizzare il suo amore.

La figura di Elena, generalmente considerata volubile e dissennata, è stata rappresentata decine i volte da numerosi autori, ma in questo caso il lettore può intravedere una metafora interessante: la bellezza irresistibile è davvero un vantaggio? E, soprattutto, voler possedere un ideale di bellezza assoluto è sano o causa più danni che benefici? Allo stesso modo, il potere del Cinto ci dà la risposta, la stessa che diede a Shakespeare in Pene d’amor perdute: “la bellezza è comprata dall’occhio che la giudica”, perché per ognuno di noi a caratteristiche diverse. A ognuno di noi, quindi, la scelta di esserne ossessionati o di goderne con libertà.

La capacità di stimolare riflessioni trattando un argomento con leggerezza è propria solo dei libri interessanti. Leggetelo, quello di  Josephine. E’ divertente, avvincente e sarà un’occasione per riscoprire l’epica in chiave assolutamente innovativa.

(Post NON sponsorizzato. Questo è amore!)

In foto: Josephine Angelini 

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)

  • posto che non ho letto il libro mi sono subito posta un quesito. In cosa consisteva la bellezza di una Elena? Conosco una persona che sono cresciuta pensando fosse bellissima, molto desiderata, con un potere magnetico forte, e capace di non far mettere in discussione la sua ‘bellezza’. Crescendo mi sono resa conto che bella non lo era, ma magnetica e con grande potere di persuasione sì. Lasciando perdere il caso specifico e quello di Elena è la bellezza assoluta come canone estetico che attira le persone o altro? E’ un potere seduttivo, è una personalità gestita con sapienza, o indomita, è un qualcosa che sfugge alla spiegazione… Non si impara ma ci si nasce. Alcune non ambiscono nemmeno a possederla, semplicemente ambiscono a omologarsi, altre la desiderano o la usano per ‘dominare’ o ‘manipolare’ come l’uomo usa il potere. Alla fine nulla è circoscritto al solo desiderio di bellezza.

    • Francesca

      Il caso specifico di Elena va inserito in un contesto arcaico e
      maschilista, in cui le donne erano considerate una proprietà. Per
      darti un’idea: Achille non è innamorato di Briseide (checché ne dicano
      gli americani nei film). Si incazza perché gli portano via il
      giocattolo e mette il broncio.
      Credo quindi che per Elena si tratti di bellezza estetica pura e
      semplice, che nel suo specifico caso si è rivelata una maledizione:
      sai che figata passare da un marito violento (Menelao) ad uno che ti
      ha avuta come premio da una Dea ma muore ammazzato (Paride) al
      fratello di quest’ultimo Deifobo (che ti reclama come “diritto”) al
      primo marito di nuovo (che ora che ti ha riavuta ti tratta come un
      trofeo bello e buono)? L’unica donna la cui personalità emerge davvero
      nell’Iliade è Andromaca, che ne esce incredibilmente meglio (moglie
      fedele, madre esemplare, eccetera), ma solo perché corrisponde agli
      standard del tempo.
      Elena è uno strumento nelle mani degli Dei, un po’ come Giuda nel
      Vangelo. Senza Elena non ci sarebbe stata la guerra, senza Giuda non
      festeggeremmo la Pasqua, anche se a prima vista li classificheresti
      come superficiali, traditori, eccetera.
      In senso lato, cioè bellezza in senso lato e quindi fascino,
      seduzione, eccetera, e bellezza estetica e basta, la risposta la danno
      secondo me i poteri del Cinto. Il Cinto non rende chi lo indossa
      semplicemente bellissima. La rende IRRESISTIBILE, perché mostra ad
      ognuno quello che quella persona ritiene essere il massimo. In
      sostanza, mostra quel che seduce, che davvero attrae, e non sempre
      questo corrisponde col massimo della bellezza. La tua amica era (è)
      affascinante. Resistere ad un uomo/donna bello/a è facile, se è
      priva/a di fascino. E lo dimostra un concetto “terra terra” ma
      calzante. Quando diciamo che qualcuno “ci fa sangue” (l’avevo detto
      che era terra terra :D) parliamo di qualcosa che va oltre la bellezza.
      Il carattere, le movenze, la voce: c’è qualcosa che va oltre che ci
      seduce, e si chiama fascino. E pure con tutto il trucco e i bei
      vestiti del mondo al fascino non puoi omologarti 🙂 Una donna bella la
      noti, una donna affascinante te la ricordi 🙂

      • concordo con te. Quella persona, comunque, non era un’amica, ma una parente (anche se mi è successo più volte di incontrare donne che non ritenevo esteticamente belle, ma erano molto contese per vari motivi). Ci sono cresciuta e sono stata cresciuta con l’idea inculcata che fosse bella, solo da grande ho capito che non era una mia personale convinzione, ma aveva un magnetismo nel convincere chiunque a fare quello che desiderava e a credere nel personaggio che si era creata.