La verità è acerrima nemica dell’ordine. Di quello mentale, intendo.

Se la quantità di dati in nostro possesso aumenta, sarà di certo più difficile etichettare e archiviare tutto.
Quando la stragrande maggioranza dei dati, poi, appartiene a un genere del tutto nuovo… boom. Un’infinità di pensieri, idee e concetti uncategorized; roba da non capirci più nulla, roba per cui (prima ancora di faticare a disporla negli scaffali giusti) devi creare categorie nuove. Ma che dico categorie… intere realtà completamente estranee, new entries col cartellino ancora attaccato e in bella mostra.

Come si fa?
Se mi hanno insegnato che su un oggetto solido ci si può sedere e, al contatto col mio (importante) deretano, il solido diventa liquido e scivola via da tutte le parti, il risultato non è soltanto una bella botta e un paio di lividi… è la più grande confusione mai registrata.

La verità ti rende libero, questo è indubbio, ma ti costringe anche a buttare giù tutto e ricominciare da capo.
Via, cancelliamo tutti gli schemi e quelli che avevi ingenuamente chiamato ‘punti saldi’ e ripartiamo dal mondo capovolto.

Chi dice che per una vita intera tu non abbia scelto la prospettiva sbagliata? Chi dice che il rovescio non fosse quello di prima?
Del resto, alla realtà, non mettono cuciture e etichette perché tu possa orientarti. Non sai mai chi la vede bene e chi male, chi ha ragione e chi torto. Non sai neanche, a volerla sparare grossa, se torto e ragione esistono davvero. Non sai proprio un bel niente.

Ecco, mettiamola così: adesso sappiamo un’enorme quantità di cose… eppure, forse per la prima volta, sappiamo di non sapere un bel niente.

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)