Non sono SOLO il mio mollicciume: esperimento sociale.

Giorgia Marino Curvy Blogger italia cellulite rilassamento

Questa foto risale esattamente a un anno fa. Il mio mollicciume è sempre lì.
Sulle braccia, tra le cosce, sul sedere. Non ha fatto una piega, seppure tante volte lo abbia guardato storto. Seppure abbia fatto esercizi per le braccia e corso sul posto come una deficiente cantando (in testa, perché il fiato per cantare e correre contemporaneamente non ce l’avevo) le cose più disparate, da Daniele Silvestri ai Rammstein, senza una logica. Seppure abbia preferito tante volte un’insalata a un piatto di pasta. Evidentemente non tante quante avrei dovuto.

Ma il punto non è questo.
Come al solito riflettevo sul perché passiamo gran parte del nostro tempo a pensare a quanto siano flaccide le nostre braccia o quanto sia tonda la pancia o quanti menti abbiamo (io ne ho tre, se piego la testa. Ho controllato).

Per esempio, mi capita spesso una cosa un po’ stupida: io amo andare in giro in macchina, d’estate, coi finestrini abbassati. Lato passeggero. Più i paesaggi che mi corrono accanto e la musica che esce dalle casse sono belli, più mi sento felice. Ebbene, nonostante io passi 3/4 del mio tempo a lavorare sulla mia autostima e a cercare di aiutare gli altri a lavorare sulla propria, ogni volta che sto scorrazzando in macchina, con i capelli mossi dal vento e la musica sia in bocca che nelle orecchie, mi succede questa cosa: guardo lo specchietto retrovisore, vedo la mia ascella e la parte inferiore del mio braccio, tutte cadenti e raggrinzite… e ritiro istintivamente il braccio. E per un tempo variabile, che siano 30 secondi o 30 minuti, questo mi distrae dall’euforia e dal senso di libertà che stavo provando, e mi incupisce. E io passo per una sicura di sé!

Non mi sta bene.
Non dico che gli esercizi, la corsa e l’insalata non mi stiano bene… quelli sì, quelli sono una scelta personale, e va bene così.
Non mi sta bene il fatto che un’occhiata allo specchietto possa rovinare un momento felice.

Sono il mio mollicciume?
Io non sono il mio mollicciume. O meglio, io non sono SOLO quello.
Brava, hai scoperto l’acqua calda. Sembra un’affermazione di una banalità incredibile, non è vero? Ma non parliamo di me, adesso. Parliamo di voi: siete sicuri di avere questa consapevolezza? Voi che, ad ogni foto che pubblico, soprattutto le più recenti, quelle in cui evidenziavo i ‘difetti’, reagite tirando fuori mille attenuanti, parole buone, frasi come ‘se non ne avessi parlato tu non le avrei neanche notate, le tue braccia’, o come ‘e quello ti sembra un problema? Ma ti sei vista?’… fate lo stesso quando si tratta di voi?

Il nostro più grande alleato nella vita, chi può amarci di più e darci la spinta per affrontare ogni sfida, chi può tirare fuori il meglio di noi, è anche il nostro peggiore nemico: e siamo noi stessi. La persona che vediamo riflessa nello specchio. A quella persona concediamo il permesso di offenderci nel peggiore dei modi, di umiliarci come se fosse un dovere. A quella persona riserviamo critiche che non riserveremmo mai agli altri poiché troppo feroci.

Mi, anzi ci, sfugge proprio quel concetto banale che esponevo prima: noi non siamo solo quello. Io non sono solo il mio mollicciume. Io non sono solo il mio aspetto, se è per questo. Andiamo in giro preoccupandoci di quanto siano in piega i capelli, quanti rotolini escano dai jeans a vita bassa, quanto sia alla moda la nostra borsa. Mai che senta nessuno preoccuparsi di quali inestetismi affliggano la propria… personalità. O quali aspetti di quest’ultima ci rendano attraenti.

Sono partita con l’analizzare me, ma ho pensato fosse inutile farlo da sola.

Ho provato a chiedere ad alcune persone a me vicine di elencare i tratti caratteriali che mi rendono più attraente, e quelli che mi imbruttiscono. E poi ho scelto quelle ricorrenti. Insomma, ho fatto una media, mi pareva un buon metodo. Ecco cos’è venuto fuori:

Mi abbelliscono: empatia, ironia, caparbietà
Mi imbruttiscono: autocritica, emotività, lunaticità

Sorvolando sul fatto che l’intelligenza – che è la qualità più grande che mi attribuisca da sola, lol – non compaia  (grazie, a buon rendere :D), mi soffermerei sulla caparbietà. Se avessi dovuto rispondere da sola avrei detto che uno dei miei più grandi difetti è l’arrendevolezza, e che ho la tendenza a lasciare le cose incompiute e ad essere rinunciataria. Forse non è poi così vero?

Ho pensato di trasformare questo giochetto privato in un esperimento sociale che, se le cose stanno come penso io, potrebbe aprire gli occhi un po’ a tutti.

Dimenticate braccia, spalle, seno, gambe, sedere, occhi. Vorrei che chiedeste ai vostri amici di leggere questo articolo e di elencare tre aspetti caratteriali che vi rendono irresistibili… e tre che minano il vostro charme.
Potete condividere il post su facebook e invitarli a rispondere con un commento alla vostra condivisione.
Poi vorrei che, raccolti i dati, rifletteste sulla vostra bellezza e sulla vostra bruttezza. Quelle vere, però. Quelle che un abbonamento in palestra o una dieta non potrebbero risolvere.

Perché, scusate la franchezza: un bel culo piace a tutti (anche se ‘bello’ è un concetto variabile!) ma forse, e dico forse, tutto questo parlare di addomi, di tette e di culi ci sta distraendo da cose decisamente più rilevanti.

A 80 anni, un bel culo (continuo col francese, sono poliglotta), appassirebbe comunque. Una bella figliola ha una scadenza. Una bella persona no.

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)