‘Questo non è curvy!’ – dedicato a chi detiene la verità assoluta sulle cose. O finge di.

Ultimamente, quando leggo o sento frasi (che ho già letto e sentito centinaia di volte) come ‘questo non è curvy!’, ‘ah, e secondo loro quella sarebbe una ragazza curvy? ma se ha la 46!’ e tutte le varianti dello stesso concetto, mi viene un tic. Un tic, come quello che veniva a Domitilla (Alessandra Casella), nel film Le Comiche, quando percepiva la vicinanza dei due protagonisti (Paolo Villaggio e Renato Pozzetto), avete presente?
Quindi, arrivata a questo punto, dopo aver a lungo osservato, penso sia il momento di chiarire cosa pensi a riguardo.

‘Questo non è curvy’

Scusate, cosa significa? Che volete dire? Cosa intendete con ‘curvy’?

Vediamo di analizzare la parola correttamente (non pretendo di riuscirci, sono pur sempre fallibile, ma proviamoci insieme). Intanto, essendo un termine straniero, vediamo di tradurlo:
Traduzione termine curvy dalla lingua inglese

Bene. Ora sappiamo che significa ‘formoso’, e potrebbe già essere sufficiente; ma, per essere certosini e non lasciare spazio alcuno all’immaginazione, andiamo oltre e vediamo cosa significa, secondo il vocabolario, ‘formoso’:

Termine 'formoso' secondo il vocabolario italiano

Dice (il vocabolario) che significa ‘distinto da un’armoniosa pienezza di contorni’. Pienezza, dunque. Ma armoniosa. Cosa consideriamo pieno e armonioso, di solito, nella figura femminile? Seno e fianchi abbondanti, separati da un punto vita ben visibile. Insomma, la classica figura a clessidra, tanto osannata (e, comprendo, se lo è c’è una ragione: è, appunto, gradevole alla vista. Armoniosa).

Dunque, stando a quanto detto fin qui, vi pare che da qualche parte ci sia scritto che curvy significhi grassa? Che in qualche passaggio si dica addirittura che più sei in sovrappeso più hai il diritto e il dovere di definirti curvy? Che sotto una certa taglia non devi assolutamente, pena la decapitazione, usare quel termine?

No, ragazze. Non c’è scritto.
E voglio andare oltre. Ma procediamo per gradi.

Di seguito, un esempio di donne che probabilmente non superano la vostra personale soglia ‘curvy-friendly’, almeno nei numeri.

Khloe Kardashian, formosa taglia boh? Kat Dennings, formosa taglia 44? Christina Hendricks, formosa taglia 46?

Volete, per caso, sostenere che queste donne non siano formose, pur rientrando in una certa gamma di taglie (le cosiddette ‘regular’)?

Mi sembrerebbe ridicolo: queste donne sono formose. Piene. E armoniose.

Dunque, vi chiederete, dove voglio arrivare? Perché, in un blog che parla di accettazione della propria immagine, di autostima e, soprattutto, di forme abbondanti, ho voluto partorire questa specie di sermone sulle cattive interpretazioni e l’abuso di certi termini?

Perché, amiche mie, la prima regola per accettarsi, valorizzarsi, enfatizzare i propri punti forti e capire come trovare il proprio spazio, è staccarsi da questi meccanismi e riconoscere la propria unicità, piuttosto che cercare disperatamente di ‘fare numero’ o rientrare in una statistica.

Il motivo per cui molte (non tutte, non sto generalizzando. Giuro. Molte, però, sì) si adirano quando il termine ‘curvy’ viene accostato a una modella formosa taglia 44 o 46, è che si sentono escluse. Mi metto in mezzo anch’io perché, ripeto, sono fallibile come tutti gli altri (solo che sto cercando di evolvermi, cosa che dovremmo fare tutte): se vedo una modella oversize della mia taglia (e di solito la vedo all’estero, perché qui non si usa), riesco a identificarmi e pensare ‘ma se lei è così bella, significa che posso essere così bella anch’io!’/’ma se lei lavora come modella, significa che posso anch’io fare la modella’. Ma è un meccanismo mentale che necessita di essere controllato e modificato, non alimentato, rendiamocene conto. Se ho bisogno di denigrare qualcosa perché mi sento esclusa, significa che soffro ancora di una mia personale forma di emarginazione, non mi accetto, ho un disperato bisogno di conferme da parte di terzi. E non va bene, mi spiego?

Se guardiamo certe cose da un punto di vista prettamente commerciale, sono la prima a dire che reputo la scelta di alcuni brand ‘dedicati’ di fare sfilare stangone alte 1.80 che indossano una taglia 44 una scelta discutibile. Ma ne faccio una questione di coerenza (sempre commerciale) e fidelizzazione della clientela. Se il tuo target sono donne che indossano taglie dalla 46 in su, alte come esseri umani (1.80 non è la normalità, nel mio mondo. Io sono alta 1.74 e sono più alta della stragrande maggioranza delle donne che frequento abitualmente), non trovo particolarmente saggio scegliere di mostrare gli abiti che proponi senza preoccuparti, almeno un po’, di avvicinarti alla tua clientela. Di permettere alle donne che comprano i tuoi abiti di intuire come vestiranno la loro fisicità. Ma questo è marketing e basta. Sono scelte. A ciascuno le proprie, e a ciascuna scelta la propria conseguenza logica.

Poi esiste la vita reale, esiste il rapporto col nostro corpo, esiste la psicologia, e quella logica non c’entra più nulla. Si ritorna a fare i conti con l’insicurezza individuale, i complessi. E reputo sia maledettamente controproducente passare la vita osannando quello che ci somiglia/rappresenta, nel tentativo di portare acqua al proprio mulino (tanto, comunque, ripetere concetti poco veritieri notte e dì non li rende più veritieri o credibili), e denigrare quello che è diverso da noi sperando che scompaia o risulti meno intrigante agli occhi degli altri.

Dovete essere sicure di quello che siete. E basta. Senza mettervi continuamente in competizione con chi capita a tiro.

Mal comune, mezzo gaudio (piccolo extra)

Riconoscere in un’altra persona un difetto che abbiamo e provare soddisfazione non è solidarietà. Ancora una volta, è insicurezza.
Una persona solidale, altruista, prova solo frustrazione nel vedere altre persone soffrire di uno stesso problema, a meno che non conosca una soluzione e sia in grado di condividere le informazioni per risolvere il problema anche a loro. Allora sì, gioisce.

Ciao 🙂

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)

  • Mi trovo d’accordo con il punto “Se ho bisogno di denigrare qualcosa perché mi sento esclusa, significa che soffro ancora di una mia personale forma di emarginazione, non mi accetto”. Questo riguarda non solo le curvy verso altre tipologie che non considerano curvy, ma anche da parte del mondo in generale nei confronti delle persone magre.

    • Giorgia Marino

      Verissimo 🙂

  • BRAVA… B-R-A-V-A!!! FINALMENTE! e si, per la netiquette sto urlando ma non me ne frega… curvy non è una taglia, curvy non è un termine politically correct per definire una persona sovrappeso o morbida.. curvy significa formosa e lo si può essere a tutte le taglie!

    • Giorgia Marino

      Qui la caciara è IMPOSTA dalla (mia personale) netiquette U.U

      🙂

      Grazie ^_^

  • Grazie per questo articolo! Più volte mi è capitato di sentire o…forse peggio, di percepire che se non hai tipo la 48-50 stai quasi “rubando” il termine curvy e non fai parte di quel mondo! Io che sono piccoletta, ma che la mia 44 sono una curvy e mi sento curvy, a volte ho anche pensato: allora non mi “merito” di essere curvy? Come? Sto a disagio fra gli stecchini, e mo non vado bene come curvy? Cosa sono? Prima di tutto, come avrai capito un po’ insicura…perchè la mia storia col peso è densa di alti e bassi e tanta sofferenza… Ma mi ci voleva questo articolo, perchè malgrado ogni giorno che passa stia facendo dei progressi, guardarmi con soddisfazione e dirmi: sono curvy, mi aiuta! Concludo per non essere prolissa, dicendo che sono d’accordo con tutto il tuo articolo!! 🙂 Ci voleva proprio!

  • Proprio ieri affrontato lo stesso discorso con una ragazza che mi segue… anche se agl inizi anch io facevo confusione, adesso la penso esattamente come te 😉

  • chapeau!

  • senti, siamo alle solite ”armoniosa pienezza di contorni” che non sei altro 😛 lo sappiamo quanto ”curvy” sia (ab)usato soprattutto quando ci si nasconde dietro cm (?) di ombre virtuali, concordo con te (va che novità nè) in tutto, e spero che la famosa ciccia del terzo piano di ieri caschi a fagiuolo sul groppone di chi si ostina a sparar ca…volate che non è mica vero ”basta che si parli di me”, perchè a furia di parlarne in un certo modo, viene l’orchite 😉 e quella non c’è ostinazione che tenga, fa kilo e a volte anche quintale…
    ti abbraccio va, che tanto ci stai tutta nelle mie bracciotte!

    • Giorgia Marino

      Siamo alle solite: mi vizi!
      <3
      Grazie, Rosy *_*

  • Forse perche’ c’e’ ancora molta confusione…

    • Giorgia Marino

      Sì, sono d’accordo: c’è molta confusione. Tuttavia, trovo ci si concentri sempre sulla cosa sbagliata! Piuttosto che fare la lotta ‘interna’ per definire chi è o non è ‘degno’ di utilizzare questo termine o quell’altro, bisognerebbe passare a uno spirito più propositivo e positivo. Vivere la vita pensando a cosa puoi fare, non a cosa gli altri debbano o non debbano dire o fare. Concentrarci su noi stessi, cercare di vivere meglio. Ovviamente non mi rivolgo a te, traggo solo spunto e colgo l’occasione per dire delle cose 🙂

  • Skeeter

    Condivido tutto.
    Vorrei solo fare una considerazione riguardo un aspetto che noto nei blog che si occupano di moda curvy e plus size:la difficoltà ad usare la parola “obesità” e la parola “sovrappeso”.Obiettivamente se mi guardo allo specchio vedo una giovane donna un po’sovrappeso;questo non mi impedisce di piacermi o volermi bene,ma guardandomi riconosco quello che vedo.
    Seguo con piacere i curvy blog,in primis perchè mi hanno aiutato a capirmi e ad accettarmi,e poi perchè li trovo molto piú divertenti e scanzonati (seppur incredibilmente seri!) di molti spazi di blog tutte carote e “viviamo d’ammmmmore”;detto questo l’eccesso di politically correct mi lascia perplessa:perchè per accettarsi davvero bisogna vedersi davvero.

    • Giorgia Marino

      Sai, io sono d’accordo con te, e il tuo messaggio mi fa annuire e sorridere, sorridere e annuire 🙂 A volte ci provo, a infilare qualche termine NON politically correct qua e là (per esempio in un video, una volta, ho detto: ‘blogger come me… blogger un po’ chiatte, insomma’), ma devo ammettere che mi ‘ingessa’ un po’ il fatto che poi, spesso, le mie stesse follower (che dovrebbero comunque essere abituate ai miei toni e al mio modo di dire/definire le cose) finiscano col fraintendere o rimanere male… e si distraggano dal messaggio di fondo. Mi imporrò maggiormente 🙂

      Grazie!!

      • Skeeter

        ..e aggiungo-se posso- che spesso noi stesse ci “autoghettizziamo”.
        Per esempio,perché non si può “criticare” (e ovviamente si parla di opinioni personali,mica Verità rivelate!) un outfit curvy,mentre lo facciamo abitualmente con outfit che non lo sono (curvy,s’intende!).
        A molte viene molto più facile criticare un outfit di Chiara Ferragni che un outfit di una curvy blogger,perché alla fine quest’ultima ci tocca nel profondo,perché ci sembra di criticare “la nostra categoria”.
        E invece stiamo parlando solo di..vestiti!Di cosa ci piace e di cosa non ci piace,mica di persone!Poi i vestiti stan sulle persone,però non è una critica alla blogger in toto,ma solo ad una scelta di STILE che non ci piace (e che magari ad altri piace!).
        Questa pesantezza è..pesante 🙂
        Fai bene a invocare leggerezza!

  • Sono sempre più convinta che “curvy” sia un modo di essere che ogni donna con qualche chilo fuori posto può fare suo e adattare al proprio modo di vedersi e accettarsi. Forse è una piccola bugia che ognuna di noi ama dire a se stessa, ma se così fosse a chi farebbe male? <3 Spaccare in quattro il capello sui termini ci porta poco lontano e rischia di creare divisioni inesistenti dove c'è solo un comune sentire. L'unica cosa importante per me è che comunque la si intenda la parola "curvy" sia usata consapevolmente da noi stesse e non in modo strumentale e discriminatorio dal mondo della moda per dividerci. <3 Come ho scritto sul mio blog, in uno scambio di opinioni con la Diva delle Curve, dobbiamo riappropriarci del senso rivoluzionario della parola curvy:sentirsi/essere femminili al di là dei canoni!!! <3<3<3

  • Ohhhh via, non sono la sola che fa pipponi! Menomale 😀
    Scherzi a parte, purché essendo tutto fuorché formosa (anzi, magari) e quindi magari esterna all’argomento, ho provato a crearmi una personale idea sulla questione e sono giunta a due conclusioni, l’una connessa all’altra.
    La prima è che, come dici tu, c’è un uso eccessivo e spesso sbagliato dell’accezione curvy, con cui io appunto intendo una donna/ragazza formosa. Bisogna però ricordare che un conto è avere forme armoniose, un conto è essere sovrappeso. Purtroppo la maggior parte della gente assimila i due concetti, che sono quanto di più lontani si possa pensare.
    Una persona formosa non è grassa e non è detto che una grassa (passatemi il termine) abbia una certa armonia tra le forme, tutt’altro.
    Quindi anch’io mi stupisco di chi vede taglie 44, 46, ecc, specie sfilare durante le settimane della moda e se ne esce con “non sono curvy”.
    Per me curvy è sinonimo di bellezza; essere obesi è una malattia, al pari di anoressia e bulimia, né più, né meno e qui la chiudo per non esulare troppo.
    L’altro problema è che vedo che molte delle sedicenti curvy blogger si auto-ghettizzano in questa categoria più che per sbandierare un orgoglio, per sentirsi parte di un gruppo.
    Come se dire “sono curvy” creasse una specie di bolla di sapone, di scudo protettivo, cosicché nessuno possa additarti o attaccarti come sovrappeso, specie se la ragazza in questione è outfit blogger.
    Il problema nasce in seno alla persona stessa, che evidentemente insicura e probabilmente insoddisfatta di se stessa, argina il problema dandosi un’etichetta, quando magari quella definizione non la inquadra. Poi perché inquadrarsi a tutti i costi???
    Sopratutto nella blogosfera (ma non solo) bisognerebbe riuscire a distinguersi, proprio per emergere dal mare magnum della banalità che impera!

    Ti auguro un buon weekend 🙂

    baci G.
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    • quoto ogni singola parola!

      • MaryMary

        Mi accodo e quoto in tutto!

  • p.s. chiedo scusa per l’ultimo capoverso…ho fatto un pastrocchio e m’è rimasto in memoria un commento che mi ero segnata..chiedo venia ahahahahah

    bacio!

    • Giorgia Marino

      Ho modificato il commento, quindi quel capoverso non c’è più. Scusa il ritardo ^_^
      Comunque sono d’accordo con tutto quello che dici… ma non è una novità, mi sa 🙂

  • Amen. Questa tendenza che si ha, non appena si trova una “tribù”, a voler excludere altri, come ci siamo sentiti esclusi noi in passato… veramente, non la capisco. La vita e le persone non possono essere divise a compartimenti stagni!

    A parte il fatto che “curvy”, di per sè, significa formosa, come una pin-up ; l’uso in riferimento a fanciulle plus-size è una cosa MOLTO recente. Quindi techicamente le cose sono nel verso opposto 😉 Ma comunque, qualsiasi sia la taglia, sorelle curvy, benvenute nella tribù!

  • Ottimo post, davvero. E’vero che in Italia siamo ancora troppo legati al concetto di “curvy”=”taglia x”. Curvy in effetti non significa taglia X, significa giustamente formoso, curvilineo, morbido. Il lavoro di blogger curvy come te è anche proprio questo, far passare il concetto che curvy non è sinonimo di taglia. Brava giorgia!

    • Giorgia Marino

      Questa è la seconda volta che mi dici brava, oggi, vuoi che mi venga un coccolone per l’emozione? 😀

      Grazie <3

  • Davvero interessante questa discussione! 🙂 Come ho già scritto nel commento precedente, curvy dev’essere un modo di essere e di accettarsi e non una categorizzazione o uno scudo dietro il quale nascondersi. Per questo sono d’accordo con Greta e con Skeeter: spesso cavalchiamo gli stereotipi che vorremmo combattere, e finiamo nelle stesse (inutili e dannose) distinzioni della moda!

    “Sopratutto nella blogosfera (ma non solo) bisognerebbe riuscire a distinguersi, proprio per emergere dal mare magnum della banalità”: hai proprio ragione Greta! Era quello su cui stavo riflettendo nel mio ultimo post sulla blogosfera e i suoi “limiti”: dovremmo andare oltre per cambiare le cose. E forse il primo passo può essere proprio non attaccarci alle definizioni in modo così rigido!

    Rifaccio i complimenti a Giorgia per il post e vi ringrazio tutte per questo confronto davvero costruttivo! <3

    Marianna

  • Sono completamente d’accordo con quanto hai scritto in questo articolo. Curvy significa semplicemente formoso, cioè un fisico a clessidra o da pin up. Il peso non c’entra assolutamente nulla! Anzi, formosa è un’accezione totalmente positiva e nulla a che fare con il sovrappeso o, ancor peggio, con l’obesità che è una malattia. Io sono formosa, nel senso di forma a clessidra, ma sono perfettamente normopeso e ho una 40: eppure mi devo sorbire l’assimilazione curvy=sovrappeso. Come se seno e sedere “presenti” debbano essere considerati “ciccia in più”. Sono fortemente perplessa da questi estremismi di sottopeso e sovrappeso, ognuno dei quali viene malamente e pericolosamente portato come un baluardo. Dove è finito il concetto di sano e normopeso? Io, donna normale con le forme ma normopeso non devo essere presa in considerazione?

  • MaryMary

    Ho letto con molto piacere questo articolo. Hai centrato il punto: denigrarci l’un l’altra è insicurezza. Ognuna è fatta a modo suo…e per fortuna! Come mai ci ostiniamo a vedere la bellezza nello “standard” e non cogliamo la grandissima bellezza della diversità? Ognuna è bella a suo modo. Non è un cliché è verità. Inoltre “bello” è un concetto astratto, soggettivo e CULTURALE.
    Capisco benissimo le ragazze che si fanno mille complessi e non riescono ad accettarsi, anche io sono così, e di certo questa società dell’apparenza non aiuta. E allora aiutiamoci da sole, accettiamoci e amiamoci.
    Curvy non deve voler dire “grasso” perché gli eccessi non vanno bene da entrambi i lati. Ed è ridicolo che nella nostra penisola dove per costituzione le forme mediterranee sono curvy e bellissime, questo concetto sia ancora così confuso e così distorto.

  • Silvia

    Molto interessante questo post…io personalmente noto che esistono due diversi e contrapposti modi di approcciarsi alla parola “curvy”:da un lato c’è chi ritiene che sia usato impropriamente se riferito a donne di taglie “regular” (44-46) perchè non abbastanza curvy e altri che di fronte ad una ragazza ben oltre la 50 che usa questo termine per definirsi,sottolineano che quelle non sono curve ma rotoloni!Io mi trovo daccordo sul significato di curvy come formoso,pieno,sinuoso,anche se non credo che tutte queste caratteristiche si concretizzino per forza in una conformazione a clessidra.E’ però vero che oggi forse questo termine si sta ampliando nel suo significato per andare ad inglobare come tali fisicità che vanno oltre “l’armoniosa pienezza di contorni” ed arrivare fino a tutte quelle donne orgogliosamente fuori dallo standard corrente di bellezza che vede nella magrezza il primo fondamentale requisito.Insomma donne non magre senza specificare quanto non.Sul fatto che questo sia o meno corretto non so dire.

  • Sandra

    Ciao, sono nuova di questo blog, in realtà ci sono capitata proprio a causa di questo post, perchè cercavo di capirne di più di questa definizione “curvy”.
    Anche io sono convinta che stia ad indicare le forme e le forme le hanno le donne belle, indipendentemente dalla taglia.
    Il problema è che l’industria dell’abbigliamento ci ha un po’ confuso le idee.
    Se ci sono marchi che fanno della moda Curvy uno slogan, come “46 e oltre” e “ciao magre”, è normale che si credi confusione.
    Io sono una obesa, una malata, come si dice. “Malata” mi offende più di “obesa”, ma è un problema solo mio e ci sto lavorando su. Ne sono consapevole e dopo 27 anni di lotte con diete e bilance, ho capito che una parte di me sarà sempre obesa, perchè ormai l’immagine che ho di me è obesa.
    Non che mi piaccio, ma tant’è e anche io ho bisogno di vestirmi, prima di uscire di casa.
    Dov’è, dunque, che dovrei vestirmi, se nei negozi che vendono moda “46 e oltre” e “ciao magre” trovo solo 42/44/46?
    E perchè le case di moda non si decidono, una volta per tutte, ad allungare i numeri delle taglie? Se arrivate alla 51 perchè fermarsi? All’estero le obese meritano di potersi vestire carine così come le magre e le curvy e le anoressiche.
    Io parlo di diritto all’acquisto, che in Italia non c’è. Mentre per gli uomini è facile trovare una taglia 6XL, per le donne il tutto si ferma ad una striminzita XXL e questo lo trovo discriminatorio molto più del significato di un termine.
    Per ora acquisto online, l’ultima spiaggia, e mi faccio arrivare cose carine dall’Inghilterra, ma non è facile, perchè molte cose che mi piacciono e che penso mi starebbero bene, poi indossate non sempre mi soddisfano.
    Sono arrabbiata.

  • Domy

    Io sono 42 e sono 1.70 ma mi definisco curvy comunque!
    Ho un seno piccolo,vita strettissima ma dei fianchi davvero tondi e pieni,per non parlare del sedere..non ha cellulite ed è tonico ma è comunque mooolto ehm…sporgente o.O

  • DonnaValentina DellaVega

    articolo intelligente e commenti altrettanto intelligenti!

  • Antonella Polpettina Rossillo

    ti do ragione in generale, però normalmente leggo “non è curvy” quando è così.
    cioè sicuramente c’è gente che non ritiene curvy la 46, il che è un po’ scemotto, però se pensi alla miss curvy italiana di qualche tempo fa, temo che il concetto di curvy vada ridefinito da entrambe le parti!(da parte della modah e dalla parte delle cicciotte)

  • Erica Eruanna

    Le donne di queste foto, più che curvy, mi sembrano sane.

    • Ilaria Rubinacci

      Le donne curve non sono sane?

  • Dania

    Hai stramaledettamente ragione.

  • Pingback: ‘Curvy” NON è ‘Grasso’ | Last Waltz On The Moonlight()

  • Mara

    Bellissimo articolo! 🙂 io sono alta 183 e, come dici tu, ho un’altezza “anormale”, che on noi comuni cristiane serva a poco. Se poi ci aggiungi una taglia 46!!!!!!!!