Sorridere di lunedì: storie di una terroncella a Milano.

Cari lettori,

come promesso oggi riprendo a pubblicare con costanza sul blog, inaugurando il duemilaquindici con una serie di novità. Mi sono detta che avere dei riti, delle abitudini, è una cosa che – per quanto subdola – ti serve a ricordarti che giorno è, chi sei, dove stai andando e se c’è vita nell’universo. Per questo motivo ho creato un calendario (disponibile qui) che prevede che il lunedì io vi faccia ridere, il che mi fa sentire molto Martufello ai tempi d’oro (notare quanto le parole ‘Martufello’ e ‘tempi d’oro’ all’interno della stessa frase cozzino) e mi proietta in una scena da survival horror che ha come protagonista me – su un palco improvvisato e gelido a prendere posizione timidamente su una X segnata a terra con lo scotch carta – e voi, armati di frutta/verdura/uova/molotov, pronti a dare il via al massacro.

Chissene, mi sono detta: probabilmente non sono in grado di farvi lacrimare dalle matte risate, ma di sicuro il lunedì si presta a poche altre interpretazioni, essendo UFFICIALMENTE (diciamolo) il giorno dello scoglionamento per antonomasia. Procediamo, quindi, con questo tentativo di suicidio. Enjoy!

La terroncella e Milano parte I: il tipico calore del Sud.

Milano è fredda e spietata, dice.

ATTENZIONE! WARNING! ACTHUNG! A Milano non è possibile farsi degli amici, la gente è anaffettiva e manca quel calore umano tipico del Sud. Ti ritroverai da sola, al freddo polare, a chiederti perché lo hai fatto.

Mi hanno riempito la testa di avvertimenti e profezie e, chiaramente, ho temuto il peggio. Poi ho capito: quello che intendevano dire è che a Milano, la gente, fa il suo. Si seguono delle logiche rigidissime, ferree, svizzere. Per esempio, per conoscere gente devi andare in luoghi specifici, in momenti specifici della giornata, in occasioni (specifiche) precedentemente concordate, tipo, che so, un evento atto a socializzare. Mica come da noi! A Catania, gli amici, li trovi ovunque: alle poste, in fila al laboratorio analisi, alla fermata dell’autobus, nei negozi… ovunque, ti dico! Entri a comprare un anello e ti aspetti che quella che ti punta sia la commessa del negozio che, prontamente, ti venderà l’anello? Aha, ignorante, si capisce subito che non sei del posto. Quella è la tua nuova amica Giusy, all’anagrafe Giuseppa, che nei 140 minuti che ci metterà a venderti l’anello (interrompendo di tanto in tanto la conversazione per rispondere alle telefonate della sua amica Mel, all’anagrafe Carmela), confezionarlo e consegnartelo, ti avrà raccontato tutta la storia della sua vita, i suoi trascorsi amorosi e le sue frustrazioni lavorative (Giusy, come commessa, è sprecata. Ché se non ci C’ERA la crisi, si ERA fatta una posizione. Ché se non ERA perché non c’è lavoro, a quest’ora come minimo si ERA addirittura aperta un salone Capellimania). Giù da noi Giusy non capisce niente di bigiotteria, ma è tua amica. Qui no. Qui, la-commessa-di-bata-di-cui-non-conoscerai-probabilmente-mai-il-nome ti ha servita e accompagnata alla cassa dalla collega dopo 12 minuti netti di domande secche e categoriche come ‘che modello?’, ‘quale colore?’, ‘numero?’, ‘va bene?’ e ‘serve altro?’ e se non ti levi di culo ti guarda pure brutto.

Oh, sì, è una tragedia. Vai a fare una cosa e riesci a farla in tempi umani. Che schifo, guarda.

Ok, ok, lo ammetto, magari non è il posto ideale per sfoderare la tua vena comica. Forse bisogna chiudere nel cassetto il vademecum del simpaticone siciliano e dimenticare lo humor fuori contesto. Forse è necessario entrare nella giusta ottica pensando, per esempio, che sei entrato da Salmoiraghi e Viganò per rifare le lenti degli occhiali e non per trovare un compagno di bevute. E se non è entrare nella giusta ottica questo…

Ma se proprio non ce la fai, se proprio non sai che fartene di tutto quel tempo guadagnato e, la sera, guardi la tua to-do-list tutta spuntata e ti viene il magone, puoi sempre giocare d’astuzia.

C’è una figura che, a Catania come a Milano, a Parigi come a New York, assolve la sua funzione di interlocutore con competenza multi-disciplinare, ti ascolta con enorme attenzione e ti tiene compagnia no matter what.
Certo, si fa pagare, ma in certi momenti in cui ti senti spaesato si rende indispensabile.

Un tassista è sempre un tassista.

 Meme Martufello Fa ride No fa schifo Morbida la vita lunedì

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)