In una sola parola: stimolo.

Sono venuta a sapere di un’iniziativa chiamata The Show – It’s a blogger Fashion Week solo pochi minuti fa e, un po’ perché stavo appunto arrovellandomi sulla mancanza di fondi sufficienti per partecipare ad alcuni eventi della fashion week, un po’ perché mi sono sentita ispirata, ho cominciato a scrivere. Definirei quello che è venuto fuori un flusso di coscienza con aggiunta di punteggiatura; il che, mi rendo conto, non depone bene… ma è quello che ho saputo fare. Buona lettura.

Cosa dire di sé, quando il motore della propria vita, dei propri (avventati) gesti e delle proprie idee è riassumibile in un unico vocabolo?


Stimolo, esattamente. Non avevo mai cercato, prima d’ora, di riassumere tutta la mia vita in una sola parola… eppure, non appena ho provato a farlo, la prima a venirmi in mente è stata questa. E mai (ma proprio mai) parola fu più azzeccata.
Tutto quello che faccio, dico, penso e produco nasce compulsivamente, in risposta a una quasi impercettibile (eppure impertinente e impossibile da ignorare) puntura. Oppure, se vogliamo interpretarla come Boccaccio, forse bisognerebbe dire che tutto nasce da uno stato di noia perenne (solo che suona piuttosto male).
Insomma, questo formicolìo improvviso mi ha spinta a cambiare scuola più volte, a lasciare un impiego, a cambiare residenza così tante volte che quando compilo un modulo ho sempre un attimo di smarrimento e… ad aprire un blog. Un fashion blog, persino. Cosa che apparirebbe del tutto incoerente se solo si potesse aprire una finestra sul passato e chiedermi: ‘come ti poni nei confronti della moda?’, perché dovete sapere che la risposta di qualche anno fa sarebbe stata, se sincera, ‘con paura, frustrazione e inadeguatezza’ oppure, più realisticamente, un secco ‘non mi interessa, concentro la mia attenzione su cose più importanti’, per cambiare in fretta discorso.

Ebbene, col tempo ho fatto outing. Ho deciso di manifestarmi. Ho capito che avere dei difetti (come tutti, del resto) non rappresentava una scusa sufficiente per rintanarsi vigliaccamente in un angolo e non confrontarsi con nessuno; ho capito che voler dare una certa importanza alle forme e ai colori, ovvero a dettagli puramente estetici, non è manifestazione di superficialità ma di una sensibilità particolare, che può o meno (del tutto casualmente) essere accompagnata da superficialità; ma soprattutto ho capito che il fatto di non riuscire mai a uniformarmi e a essere ‘normale’, nonostante i miei sforzi, poteva rappresentare un punto di forza e non un’enorme mancanza. Ah, beh! Una volta intuita questa cosa, la mia vita è cambiata (e anche la mia tabella di marcia): non mi occupo solo di grafica, adesso. Ho due professioni, sono diventata anche una blogger. Una di quelle che stanno sulle scatole perché, lo ammetto, scrivono spesso in modo autoreferenziale. Ma il punto è questo, no? Sono qui per proporvi il mio punto di vista e il mio gusto, non solo per riportare notizie. Io, neo-manifesta appassionata di look, seguo uno stimolo: mostrarvi un mondo in cui la moda e lo stile siano mirati a far coincidere quello che avete dentro e quello che mostrate fuori, in cui il vostro look punti alla valorizzazione della vostra persona e NON del capo che indossate – per quello esistono le modelle, che peraltro percepiscono uno stipendio.

Il prossimo passo è raggiungere più occhi e orecchie possibili, e per questo non posso far altro che impegnarmi e attendere. Ma una cosa è sicura: da qui non mi schioda nessuno.

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)