Shopping Night UK: cosa avrei fatto io?

Ciao signorine (e signorini, certo, scusate), intanto vi annuncio che sono tornata a casa. O forse dovrei dire maison, per darmi un tono. Ma anche no u.u
Insomma, arrivo e cosa trovo ad accogliermi? Una nuova serie (in effetti ne sentivo proprio la mancanza) che non posso assolutamente perdermi, altrimenti che fescionblogger sarei?
Trattasi di Shopping Night UK (potete rivedere interamente la prima puntata QUI), la versione britannica di quello che seguivamo già in Italia, con Carla Gozzi come special guest (mi sa che nella prossima puntata non la ritroveremo) tra i giudici. Il format è leggermente diverso, perché le concorrenti si sottopongono a diverse prove (nella prima puntata si è trattato di comporre tre outfit diversi) e, a mio parere, i consigli e le osservazioni dei giudici sono un tantino più sensati; tuttavia, le concorrenti sono inglesi. E, quindi, gran parte di loro si veste veramente di cacchina (guardare per credere).Dopo aver assistito a questo trionfo di ‘faccio un po’ come cavolo mi pare e me ne frego del tema proposto’, ho deciso di darvi la mia interpretazione delle tre richieste dei giudici. Un po’ anche per capire se sono completamente fuori dal mondo io oppure no… a furor di popolo, per così dire.

Outfit n. 1. Concept: ‘a cena con il vostro ex, che volete riconquistare’

Spiego: a differenza delle concorrenti che, in linea di massima, si sono buttate sul palesemente provocante o sul vistoso, sono dell’idea che l’uomo (quello per cui valga la pena mettersi in gioco, chiaramente, non i maniaci da quattro soldi) vada riconquistato con una mise che, piuttosto che gridare ‘portami a casa e fammi tua’, sussurri una cosa come ‘sono sensuale, ma sono una lady. Sarei sexy anche indossando la tuta. Ti sei perso tutto questo’. Mi spiego? L’abito nero che ho scelto si presta benissimo, secondo me. Attraente, seducente, ma senza ruggire. I tocchi di rosso bastano e avanzano per ostentare quel pizzico di sicurezza in più, abbastanza da insinuare in lui il pensiero che da sole ce la caviamo benissimo e che, in un certo senso, stiamo manifestando la nostra disponibilità. In generale, non a lui soltanto. Io la vedo così.

Outfit n.2 – Concept: ‘un party in piscina a Hollywood. Si tratta di business, non di nuoto’.

 
Spiego: 
a differenza (lo so, mi ripeto) delle concorrenti, che hanno immaginato ragazzine alla Paris Hilton, io avevo in mente qualcosa di più signorile, qualcosa che evocasse benessere e potere, piuttosto che soldi e sesso. Ecco qui: ho coperto le gambe, ho eliminato il tacco e ho immaginato un soggetto a metà tra Samantha di Sex and the city e… uhm… Marta Marzotto 😛 Oh, a me è venuto in mente questo… che ci posso fare? 🙂

Outfit n.3 – Concept: ‘In prima fila alla Milano Fashion Week’.

Spiego: i giudici, osservando gli outfit delle concorrenti, hanno citato Victoria Beckam come icona di stile. Benissimo, non dico che non lo sia, dico che i tempi sono leggermente diversi (e non so mica se è un bene, eh): in prima fila troviamo le signorine che dettano la moda che, oggi, pare siano le fashion blogger. Quelle serie, mica quelle come me 😛 La fashion blogger ‘in prima linea’ di oggi è chic in un modo diverso, non sempre (anzi, a mio avviso quasi mai) è elegante in senso canonico. Lo è a suo modo, mescolando le mode del momento e cercando di reinterpretare (o infrangere!) le regole a proprio piacimento. Inoltre, vorrei ricordare che parliamo quasi sempre di ragazze molto giovani. Insomma, anche qui: io la vedo così, ma magari sono schizofrenica e non lo so! 😛

Ecco tutto. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensiate, sia che abbiate seguito il programma sia che non lo abbiate fatto.
Non si smette mai di imparare!

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Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)