54

È un numero, ma non parliamo di una taglia, questa settimana.

In Italia, dall’inizio dell’anno, già 54 donne sono state strappate alla vita da morte violenta. Un numero impressionante, praticamente una ogni due giorni.

Normalmente, con una scelta sbagliata di termini, si definiscono questi omicidi “delitti passionali”. Si svuota il termine della sua accezione più comune, legata all’amore per qualcuno o qualcosa, e gli si restituisce quella etimologica: sofferenza, pena, travaglio.

E’ sbagliato anche chiamarlo femminicidio, come sembra andare di moda tra le femministe più accese. Omicidio va benissimo, purtroppo. Le donne sono persone, esseri umani, prima che femmine, e non ne farei una questione di genere.

L’uccisione, il maltrattamento, più in generale la violenza sulle donne da parte di mariti, fidanzati, padri, fratelli, aggressori occasionali è il segnale, che si protrae da anni, di una pesante distorsione culturale che colpisce parimenti uomini e donne.

Le donne non sono una proprietà, e nemmeno un oggetto sessuale. Non sono solo cameriere, cuoche o prostitute che si vendono in cambio di pochi euro o di una poltrona nell’ufficio giusto. Dovremmo smettere noi stesse, in primis, di dare questa idea di noi, rispettando noi stesse. E dovremmo concentrarci sull’educazione, soprattutto quella dei più piccoli: è in gran parte demandata alle donne, ricordiamocene. Non intendo dire che è colpa nostra, anzi, ma che potremmo sfruttare questo fattore per cambiare le cose.

Dare ai propri figli un’idea sbagliata di madre, moglie, amica, amante, fidanzata è un passo falso gigantesco. Il rispetto per gli altri si apprende da giovanissimi, e i primi errori si fanno proprio in casa: il comportamento si impara per imitazione, e decine di studi dimostrano che spesso i bambini che assistono alle violenze domestiche o ne sono a loro volta vittime, da adulti percorrono la stessa strada nelle vesti di aguzzino. La cultura è fondamentale, e le donne di oggi possono fare molto per le donne di domani, dando ai propri figli gli strumenti giusti. I media hanno un ruolo basilare nella formazione, ma si adeguano in fretta ai gusti del pubblico. Provate a spegnere la tv se un programma vi fa sentire insultate, o a smettere di acquistare riviste che si rivolgono alle donne come stupidi target di mercato stereotipati dediti allo shopping perenne: non siamo questo. Il messaggio prima o poi arriverà, l’ultima edizione del Grande Fratello ne è la testimonianza migliore.

Per quanto riguarda le questioni prettamente legali, la giustizia ha fatto qualche passo avanti, ma legge sullo stalking è palesemente insufficiente. Le pene dovrebbero essere molto, molto più severe, e i casi di omicidio andrebbero valutati con più rigore. Chi ha perseguitato l’ex moglie fino ad ucciderla, ha violentato una ragazza che gli piaceva, picchiato a morte la fidanzata, aggredito una coppietta, suicidato la sorella con un bicchiere d’acido, chi ha privato volontariamente un altro essere umano della vita, non ha scuse. Niente attenuanti, niente sconti di pena per buona condotta. L’ha fatto scientemente, e va punito duramente.

La politica, dal canto suo, dovrebbe e potrebbe fare molto meglio, e non mi riferisco alle banali e inutili quote rosa. I messaggi sul modello femminile desiderabile forniti da alcuni rappresentanti politici, uomini e donne, sono agghiaccianti. È inutile dilungarsi, basta dare un’occhiata ai nostri recenti trascorsi e alla cronaca giudiziaria per farsene un’ampia idea. Ci viene inculcata un’emancipazione finta, una dignità di cartapesta. Le civiltà più evolute si valutano anche proprio attraverso il grado di emancipazione femminile, e il principio viene sfruttato al meglio nei progetti nelle aree più disagiate del mondo: quelli agricoli, di microcredito, sanitari, scolastici, che hanno maggiore successo quando a portarli avanti sono donne. Pensate a cosa potrebbe portare una vera emancipazione in una società che ha opportunità e mezzi simili ai nostri. Una vera rivoluzione.

Denunciate, ragazze. Ditelo a quanta più gente potete. Denunciate. Una, due, mille volte. Imparate a difendervi. Reagite. E se parenti, amici, conoscenti, preti, forze dell’ordine, vi invitano a passarci sopra, non ascoltateli. Andate avanti.

Immagine di Pincel3d
Immagine di Pincel3d

Potrebbe andarne della vostra vita, e non c’è nulla di più importante.

AD:

Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)