Io ti vedo.

Io ti vedo.
Ti vedo a premere con la schiena contro la colonna mentre tutti ballano, battendo il tempo col piede solo se nessuno ti sta guardando.
Ti vedo ridere quasi con le lacrime alle battute dei soliti due-tre festaioli, e poi farti seria all’improvviso considerando che a far ridere gli altri non sei mai tu.
Ti vedo provare a prendere in mano la palla, dopo tanta incertezza, e fallire a causa della tensione. Ba-ba-ba-balbettare. Ingrarrbruugligliare.

Ti vedo con le maniche lunghe, il collo alto, l’orlo alle caviglie. Tutta in nero. Dice che sfina.
Ti vedo provare ad accorciare un orlo, aggiungere un colore, raccogliere i capelli per scoprire la faccia. Mettere l’eyeliner. E non vedere l’ora di tornare a casa a rimettere tutto com’era, perché anche solo una singola persona ha voluto dirti che così sei strana e che stavi meglio prima. Non ti dirò che quella singola persona è cattiva, perché non credo lo sia. Ti dirò che le persone sono abitudinarie, e che danno poco peso alle parole. Ma so quanto questo ti ferisca, comunque.

Ti vedo lì, che collezioni scarpette di cristallo spaiate, perché nessun principe si è mai preso la briga di venire a restituirtene una. Nonostante ti costi un’enorme fatica fingere di perderle.

Ti vedo, ma è come quando una persona che ami soffre per amore (o peggio): per quanto tu possa sforzarti di sussurrargli le parole giuste al momento giusto e fargli una carezza, nel suo dolore sarà sempre sola. Sarai sempre impotente. Dunque, anche se ti vedo, non posso affrontare le cose al tuo posto.
Però posso continuare a ripetere che devi farlo, devi affrontarle, devi armarti e partire. Posso farlo tutti i giorni, finché non sarò riuscita a convincerti.

Sono molto tenace, sappilo.

Giorgia Marino

Curvy blogger italiana, graphic designer, social manager, copywriter... e tante altre cose (piuttosto noiose) che vi risparmio volentieri. Mi piace fare di tutto e, come tutte le persone eclettiche, ho il sospetto di non eccellere in niente :)

6 Comments
  1. Mi viene un po’ da piangere a leggere queste parole, perché sento il tuo sguardo su di me e mi rendo conto che sono io a dovermi ‘armare e partire’ ma che è difficile 🙁
    Grazie, Giò!

    1. No pange!
      Difficile è difficile, però è possibile… te lo GIURO.
      Un paio di giorni fa stavo dicendo a Luca che, se troviamo una serata ‘giusta’ (intendo: revival e anni ’70-’80-’90), faccio volentieri l’esperimento di provare a ballare. In realtà non mi piace, non mi è mai piaciuto, ma voglio capire se la penso così perché prima mi sentivo osservata e a disagio o se proprio non mi piace e basta.

      <3

  2. Che bello questo articolo, credo che tu abbia facco centro…. mi piace sempre più leggere il tuo blog.
    ho iniziato a seguirti circa 1 anno fa, mi hai già dato “il là” per accettarmi un po’ di più (son lenta, ma ci sto lavorando, piano piano mi accetterò completamente! ;oP). Comunque un sentito “Complimenti!”.. sei davvero in gamba
    buona giornata

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